Obesità, Inran: Inghilterra sbaglia a pagare chi dimagrisce

Fonte: www.ilvelino.it

Una decisione “concettualmente sbagliata” secondo il presidente dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) Carlo Cannella quella inglese di pagare chi dimagrisce. “Non si può pagare qualcuno per dimagrire limitandone la libertà alimentare e di movimento”, ha spiegato al VELINO. Cannella si riferisce alla decisione del governo Brown di stanziare 372 milioni di sterline per elargire premi economici e buoni pasto a tutti coloro che ridurranno il girovita e sceglieranno cibo sano. La situazione inglese è effettivamente drammatica. Un quarto della popolazione adulta e un quinto dei bambini sono classificati attualmente obesi e, se la situazione non subirà un’inversione di tendenza, entro il 2060 saranno sovrappeso il 60 per cento dei maschi, il 50 per cento delle femmine e il 25 per cento dei bambini. Nella sola Inghilterra l’obesità causa ogni anno novemila decessi prematuri e costa alla Sanità circa un miliardo di sterline. “Confideremo la possibilità di usare incentivi finanziari, cioè pagamenti, buoni e altri premi per incoraggiare gli individui a dimagrire e a mantenere la perdita di peso, a mangiare più sano e a fare esercizio fisico con costanza”, si legge nel provvedimento contenuto nella strategia del ministro della Sanità Alan Johnson. Tra le iniziative governative inglesi per combattere l’obesità, ha generato non poche polemiche quella di ordinare a tutti gli insegnanti di controllare la qualità del cibo che i bambini si portano da casa e, se necessario, sequestrarlo. Infuriate le associazioni britanniche dei genitori che non trovano giusto che “siano i politici a decidere cosa possano mangiare i propri figli”.

Il problema dell’obesità e del soprappeso riguarda anche l’Italia ma, secondo Cannella, difficilmente sarà adottato un provvedimento come quello inglese nel Bel Paese. “Stiamo cercando di combattere la cattiva alimentazione attraverso campagne informative ed educazione alimentare. E i risultati fino ad ora ottenuti sono ottimi”. Tanto buoni che secondo Cannella parte della diminuzione dei consumi dei cereali che si è registrata negli ultimi mesi, “dovuta alle campagne informative di cui l’Inran si è fatto promotore assieme al ministero della Sanità”. Gli obesi clinicamente definiti tali, costituiscono in Italia il 9-10 per cento della popolazione e diventano il 50 per cento se si aggiungono i soggetti soprappeso. “Siamo nella media europea”, ha proseguito Cannella. “Ma sono dati che vanno interpretati a seconda dell’età. Quello che preoccupa di più il presidente dell’Inran è infatti la crescita dell’obesità infantile. “La colpa è dei genitori. Oggi i bambini rimangono a giocare a casa sdraiati sui divani. Un tempo si correva nei cortili”.

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